30.12.04

GUITARS & ALL THAT JAZZ

La radio canadese GUITARS & ALL THAT JAZZ programmerà da gennaio 2005 Italian Playboys. Per ascoltare il programma basta andare su www.guitarsandallthatjazz.com. Link goes Canada!

29.12.04

Meglio tardi che mai!

Con due o tre anni di ritardo........bella recensione del nostro primo album "Episode 1":

LINK QUARTET
"Episode 1" Animal Records
Escuchas esto en el metro, perdido entre la gente y perdida entre ti misma. Y te genera muy buen rollo. Que te da cuerda el lunes para aguantar el jueves. Relativizas todo lo que te jode. Te anima. Ya empiezo a dar vueltas. Entre el té con limón y las naranjas ácidas. Acid jazz, órganos, bases haciendo eses. El espíritu de Brian Auger mezclado con todo el mayo del 28. Una delicia para los tímpanos que no puedes pasar por alto.


www.humorenlared.com

28.12.04

INTERVISTA DI DELROCK.IT A TONY FACE

Le classifiche possono attendere
di
maurizio zoja

L'organo Hammond, i Kinks, il Modernismo, e ancora la passione per il ballo, la black music e per quella Londra che, da quarant'anni buoni, è un'autentica terra promessa. Il 2004 è stato un'ottima annata per un certo tipo di pop nato e cresciuto in Italia ma i cui riferimenti sono a grandi linee rintracciabili, assieme a molti altri, negli elementi sopracitati. «Non credo si possa parlare di un movimento - dice Tony Face Bacciocchi (foto), già batterista degli indimenticati Not Moving e oggi leader dei Link Quartet, che hanno fatto dell'Hammond beat il suo marchio di fabbrica - band ispirate agli anni Sessanta ci sono sempre state, dal punk in poi, sia all'estero che in Italia. È un sound sempre fresco e accattivante, che non subisce il trascorrere degli anni, che continua ad essere ascoltato e ballato e funge da costante riferimento per tutti i nuovi gruppi».

A proposito di nuovi gruppi, è grazie a etichette come la milanese Record Kicks, casa discografica degli stessi Link Quartet, che band come MiniVip e RiPiDi hanno pubblicato il loro album di debutto, giunto nei negozi, nel caso di questi ultimi, dopo ben tredici anni di onorata gavetta. Di stanza a Trieste, i RiPiDi suonano un pop chitarristico ispirato ai Beatles più scanzonati e, nel peggiore dei casi, sembrano una versione nostrana dei Supergrass. Our Greatest Hits è quasi un ossimoro: un ottimo disco italiano di Britpop. Leggermente diverso il sound dei MiniVip, che nella loro omonima opera prima allineano undici brani in cui al Britpop dei loro «cugini» mescolano una buona dose di Hammond groove, omaggiando il maestro James Taylor con una riuscita cover di The Block.
Last but not least, il 2004 ha visto l'uscita (sempre su etichetta Record Kicks) di Italian Playboys, il terzo lavoro dei già citati Link Quartet. Un disco, spiega lo stesso Tony Face, «fortemente influenzato da Small Faces, Brian Auger, James Taylor Quartet, Meters e Jean Jacques Perrey». Ninfa, un tempo negli Sciacalli e oggi personaggio di punta della scena lounge italiana, canta in Lady Shave, cover dei Gus Gus e primo singolo estratto dal disco, mentre Doug Robertson degli statunitensi Diplomats Of Solid Sound è ospite alla chitarra in Portofino Vespa Riders ed Eddie Roberts degli inglesi The New Mastersounds aggiunge il suo sitar a Spider Baby. Già il sitar, proprio come George Harrison, e a proposito di Beatles c'è anche una cover di Glass Onion, dal doppio bianco, stravolta quanto basta per divertire evitando all'ascoltatore paragoni improponibili.
Link Quartet, RiPiDi, MiniVip, il Modernismo e la musica pop sono fra gli argomenti dell'intervista di delrock.it a Tony Face, il personaggio che meglio di chiunque altro poteva aiutarci a far luce sulla «scena» poc'anzi descritta.

Un paio d'anni orsono, Oskar degli Statuto (che a febbraio torneranno in pista con un album intitolato «Sempre») ti ha definito «il papà dei mod italiani». Ti riconosci in questa definizione?

«Oskar è sempre gentilissimo nei miei riguardi. Diciamo che ormai sono il nonno dei mods italiani! La scena è cresciuta continuamente e costantemente (grazie e soprattutto a gente come Oskar) e proprio a un recente concerto degli Statuto ho incontrato mods quattordicenni. Diciamo che sono stato tra i primissimi a portare la cultura mod in Italia e il primo a cercare di organizzarla attraverso fanzine, raduni, serate musicali. Di qui il ruolo di papà, anzi nonno...»

Cosa significa per te essere mod?

«Sarebbe una lunga storia, difficile da capire se non si è mod. Significa essere coerenti con se stessi, avere uno stile di vita pulito, indifferente alle mode e al consumismo, libero da schemi, da autoritarismi, dalla massificazione. Vuol dire essere contro il "sistema" pur vivendoci all'interno. Mod è un modo di pensare, di muoversi, di scegliere, è uno stile di vita che rimane per tutta la vita».

Quali sono le principali differenze tra il vostro nuovo album e i due che l'hanno preceduto?

«Il primo, Episode One, pubblicato dall'etichetta spagnola Animal Records era una specie di raccolta di vecchi brani e cover varie, il tutto in stile lounge. Con Beat.it abbiamo per la prima volta creato un nostro stile che attinge dal mod sound dei 60's (Brian Auger, Booker T, George Fame, Small Faces) ma che guarda a tantissime altre influenze (funky, soul, rock, beat, jazz, psichedelia) e che è ben riassunto dal nome dell'etichetta americana che lo ha pubblicato, la Hammond Beat. Con Italian Playboys c'è un ulteriore espansione sonora, una specie (in tutta modestia e con le dovute e ovvie distanze) di nostro album bianco (o London Calling che dir si voglia, i miei album preferiti in assoluto assieme a Quadrophenia) in cui suoniamo brani funky e beat in classico stile James Taylor Quartet ma anche proto hard (la cover di Rubber Monkey di Jon Lord, futuro Deep Purple), jazz blues (Briar Patch di Jack McDuff), nu jazz stile Uniquity Records (Take Four), psichedelia (Spider Baby, con tanto di sitar), puro pop (Janine), Beatles e altro ancora.

Con il Link Quartet hai spesso suonato all'estero, come siete stati accolti dal pubblico?

«Sempre molto bene. Il nostro genere strumentale si adatta molto bene a gusti e pubblici diversi. Nei due tour americani abbiamo suonato in ambiti diversissimi, dai raduni mod ai piccoli club persi nello Iowa o nel Kansas, fino ad un party punk a Denver davanti a metallari e sconvolti vari, eppure è sempre andata bene, così come in Francia o in Belgio oppure quando abbiamo aperto una data per Manu Chao davanti a migliaia di persone. Nel tour americano di giugno abbiamo suonato a Hollywood in un locale gremito e il giorno dopo a Portland, in Oregon, davanti a 10 persone 10. Il giorno successivo, in un altro locale di Portland, ci hanno applaudito in centinaia e abbiamo poi chiuso a Chicago davanti a seicento mods. Sbalzi di situazioni e umori davvero particolari».

La vostra è musica pop nel senso migliore del termine, eppure non va in classifica. Ti sei mai dato una spiegazione?

«È molto semplice (e triste). Per andare in classifica sono necessarie tonnellate di soldi in investimenti promozionali, radio, televisioni, video. A parte sporadici exploit, chi va in classifica ha a disposizione ingenti risorse e una macchina promozionale ben oliata. Ci sono per fortuna anche gruppi come Bandabardò, che ce l'ha fatta senza enormi investimenti, ma sono casi rari. Noi ci accontentiamo di suonare, fare dischi con la musica che ci piace e divertirci. Le classifiche possono attendere».

Da "Libertà" del 27-12-2004

Incantesimi groove con i piacentini Link Quartet
Folla entusiasta al Madly di Castelnuovo per la versione live dei brani di Italian Playboys
di Riccardo Anselmi

Che cos’è il groove ?
Perché bisogna domandarselo ogni tanto.

Girare intorno al groove ,soprattutto quando stai ad ascoltare l’Hammond beat dei Link Quartet , viene naturale.
Così sul groove e altre storie , scegliamo la domanda (non la risposta , quella no) definitiva e l’accendiamo.
Di ritorno dalle prime serate del tour italiano sulle note di Italian Playboys i quattro eterni giovanotti di Piaseisa (le tastiere sarebbero di Casalpusterlengo ma non dispiace farle nostre d’adozione) han portato il groove in Valtidone per presentare agli amici il nuovo disco.
Al Madly di Castelnovo c’era davvero tanta gente.
A noi , nello specifico , interessavano però i quattro sul palchetto. E la loro musica.
Che è tanto citare e autocitarsi , tanta ironia e tanto divertimento.
Ah , quasi ci dimenticavamo: che è pure tanto groove di quelli più ballabili.
Ma che cos’è il groove ?
Sono i vari giri armonici e melodici , l’impasto dei suoni di Hammond , basso , chitarra e batteria che nei Link diventano un tappeto di note lumeggianti in grado di farvi muovere a ritmo per ore e ore.
Tipo nebbia allucinogena della brughiera , che incanta di dondolii i piedi e la testa.
Una nebbia targata tardi anni 60 , pieni anni 70.
I Link Quartet con la loro sweet mobile se ne stanno fermi lì , trantanni nel passato o nel futuro.
Dipende da dove li si guarda.
Nel repertorio portato al Madly diverse cover , roba di anni e anni fa , di quella che ascoltavano e suonavano i “padri”.
Eppure , quasi quasi , i pezzi l’età “anagrafica” non la dimostrano. Certo , il piglio ha oggi un retrogusto nostalgico e celebrativo , ma a avolte dire con sicurezza chi sia davanti a che cosa non è facile.
Insomma , tra un omaggio ai Beatles di qua e un tuffo nell’underground , la forza dei Link Quartet sta nell’inscenare il passato senza farlo pesare.
Su e giù dal palco , coi Link il passato vive e si scambia col futuro e col presente.
Sarà perché pare facciano semplicemente la musica che a loro piace suonare.

Sarà perché per loro fortuna , quella musica piace un sacco pure ad altri.
Alla fine mentre l’ascolti , il sound non puzza di naftalina.
Sembra più che per qualche arcano i Link Quartet abbiano trovato nell’oceano musicale i rimasugli della mareggiata del secolo e continuino a surfare sulla cresta , abbastanza lontani dalla schiuma e dalla spiaggia , verso l’isola che non c’è.
Tra una cavalcata funk e un’aggressione all’Hammond , il rischio è di venire risucchiati dalla piega temporale color giallo canarino e ritrovarsi , coi Link , a correre in spirale.
Senza capire nemmeno tu che ci stai a fare , con le basette lunghe , il velluto e tutto il resto.
L’importante è che ti diverti e il tempo , per un po’ , abbia perso i suoi riferimenti , in un tunnel magico che l’attraversa e congiunge in fusione , senza strappi , epoche diverse e gusti musicali.


27.12.04

COFFE 'n' SMOKES

Il brano ITALIAN PLAYBOYS è stato trasmesso, la scorsa settimana, da questa radio del Massachussets, c'mon LINK, let's rock!

Coffee 'n' Smokes
WMFO (91.5fm) Medford, MA
"Featuring new & vintage garage/punk, surf, psychedelic, rockabilly, pop obscurities(...and a little bit o' greasy R & B here 'n' there where it fits!)


22.12.04

Recensione da COOLCLUB

Titolo: Italian playboys - Link quartet
Edizione: Record kids – 2004
Ottimo colpo per la Record kids, che è riuscita finalmente a far pubblicare un album per un etichetta italiana ad uno dei gruppi più elettrizzanti del panorama hammond groove ed acid jazz mondiale. I Link quartet giungono alla loro terza prova discografica, mostrando maturità con composizioni fresche e godibili, difficilmente rintracciabili nei tanti gruppi italiani. Il disco parte con una cover dei maestri della library music, A.Hawkshaw & A.Parker dal titolo Move move move, un hammond groove supersonico con un ritmo scoppiettante e sublime, e continua con una canzoncina pop Janine delicatissima e sporca che farà piacere ai francofili, e con la sensualissima Portofino vespa rider. Consigliatissimo
Postman Ultrachic

Wild Sazanami Beat vol.2 . Il Link Quartet in Giappone

Presto disponibile il volume due della compilation "Wild Sazanami Beat" edita in Giappone dalla
Sazanami.
www.sazanamilabel.com

01 Uruwasino Lati'n Rool / Rocket Jack Vaders (JP/Tokyo)
02 HAVE LOVE WILL TRAVEL / THE PORTUGAL JAPAN (JP/Kumamoto)
03 Mella Mella / the WOGGLES (US)
Harakiri Stomp / THE SELLCANCERS (JP/Shizuoka)
05 SURFER GIRL / chocomates (JP/Okayama)
06 GIRL / The BABIES (JP/Sendai)
07 Mr. CAMEL / COOKIE & theTWINKLE ARROWS (JP/Kyoto)
08 SUPERDONNA / TONY BORLOTTI & I SUOI FLAUERS (IT)
09 GYPSY ROAD / GOD SURFERS (JP/Gunma)
10 Aozora no arukagiri / Goggle-A (JP/Tokyo)
11 Kousoku Ichigosen / GO!GO! Magneg flower Momonga (JP/Osaka)
12 CHATTERTON-SAN / Gaijin A GO GO (US)
13 Delisquesced by Devonshire / The Link Quartet (IT)
14 Mascara / TIGER LILY (JP/Tokyo)
15 HAGURUMA / Katayama Breakers & The R&R Party (JP/Kyoto)
16 Nightmare Feel / DAS BOOT (JP/Tokyo)
17 The story that I tell / The Mojomatics (IT)
18 Cheese & Corn / GREENWICH ALLEY (JP/Oita)
19 I LOVE YOU *** / THE SANPINERS (JP/Okinawa)
20 REHAB TWIST / COOTERFINGER (US)
21 SECRET SPOT / Tiki Tiki BambooooS (Jawaii/GER)
22 These Boots Are Made For Walkin' / Les Cappuccino (JP/Osaka)
23 LA LA LA LOVE YOU / TEDESCO &THE PITMEN (JP/Sendai)
24 Miyako No Tawamure / MIYAKO NO MYERS (JP/Okayama)

I commenti dei fans d'oltreoceano...

ITALIAN PLAYBOYS, distribuito negli U.S.A., tra gli altri, da CD-BABY, sta raccogliendo ottimi consensi...ecco cosa dicono i nostri fans dall'altra parte dell'oceano:

RATE: *****!
This Band Gets Better With Age!
Reviewer: John from Windsor
Wonderful, wonderful, wonderful! Awesome CD from stern to bow. Their sound has developed more since Beat.It - and I say strictly in a good way. Playboys has all the substance of the former CD with more sophistication. This is the kind of CD that makes you feel COOL when you listen to it (even if your not).

RATE: *****!
Stunning tracks that deliver a Hammond groove with deep edgy Jazz
Reviewer: Joshua Crabtree
"Italian Playboys" is a very progressive compilation compared with earlier “Beat It” and “Episode 1.” The candy-pop of the Hammond has been fine tuned and added harmoniously with deep, edgy guitar riffs, making this disk more jazz/rock than previous albums. This dark blending can be seen perfectly in “Milwaukee Hunter” and “After and Once Again.” Contrasting this fantastic formula are several great Hammond Jazz tracks, including “Greased on Delta Street” and “Deliquesced By Devonshire”, both delivering classic vintage sounds not to disappoint the dutiful base. The two vocal tracks in the second act add a very nice "soundtrack" break. Concluding the collection is the relaxing “Spider Baby” emulating the trend of borrowed cultural music seen in the late 60’s early 70’s. This is a very solid album that moves fast (perhaps a little too fast), and nevertheless has combined the mod-pop with moody-jazz in a perfect blend and leaves the listener craving more.

As universal as rock and roll itself
Reviewer: Mark - The Rock and Roll Report
If you always wanted to spend some time with Italian Playboys then this is your chance. The Link Quartet emits a great, Hammond-fueled rock and roll buzz that is as universal as rock and roll itself. Really great stuff. Can you imagine listening to these guys in some cool, sweaty Italian rock and roll club!

RATE: *****!
RnB Jazz and pounding Hammond madness
Reviewer: soulgeneration (
click for website)
Hammond Beat is a name synonymous with excellence in its niche genre, they nurture and present the cream of the crop in the Hammond music scene from around the world. So with that said it's always a real pleasure to hear what they issue. The Link Quartet is not a disappointment, its almost as if The Brand New Heavies never happened and the spirit of acid Jazz had remained pure. If you were like me and wanted more of that wailing RnB Jazz and pounding Hammond madness and less candy floss then you'll love this! The Link Quartet produce the kind of organ madness that you'd expect to find more in a compilation of Library music dug up by Luke Vibert or Barry - 7, it transcends the normal mod purist sound that so many of their peers strive to perfect, a track 'Milwaukee Hunter' is more hip hop than even John Murtaugh's 'Slinky', but having said that there are some top notch straight ahead floor fillers here such as 'Rubber Monkey' which I can see being spun in every decent freakbeat room around the world. Featuring Eddie Roberts from the UK's The New Mastersounds and Doug Roberson from The Diplomats Of Solid Sound, there are some killer funk moments which will get some of the pre 66 obsessive folk skipping a track here and there and the more open minded of us turning the volume up, not your usual all-the-same-pace Hammond LP this one has more up and downs than a ride on John Holmes lap, there's a whole spectrum of sound and emotion from blistering 'The Champ' on acid freak outs to cheeky mod jazz pop to heavy guitar soaked grooves. Eddie Roberts's sitar on 'Spider Baby' will get the mod jet set, young and old, wetting themselves when they hear it. An essential soundtrack for very groovy times indeed.

RATE: ****
Stunning set of retro grooves
Reviewer: Nick Churchill - Daily Echo [UK]
SIMPLY stunning set of retro grooves from Italy's swingingest Hammond groove machine. Spider Baby adds a wigged out sitar to the mix and Gus Gus' Ladyshave gets a horny retread.

RATE: *****!
Searing B3
Reviewer: pipndale
Incredible craftsmanship! Hot! If you like the sound of the Hammond B3 as much as I do then this album is a must. My favourites on the cd are Move Move Move and Take Four. Don't forget to check out their other cd Beat It!

RATE: *****!
Crafty intense guitar/organ interplay
Reviewer: Mohair Sweets
A new release of fantastically smokin' Hammond-led chargers by the Link Quartet! But one trick ponies these Italian hep-cats ain't. They aren't at all afraid to dive head-first into some crafty intense guitar/organ interplay or to mix other dynamics, keyboards or studio effects in alongside their (largely) 60s-based sound. In fact track number four ("Milwaukee Hunter") would seem to owe plenty to things like the Sweeney soundtrack music. Division one stuff all the way and highly recommended.

RATE: *****!
The Link Quartet have certainly cooked up quite a feast!
Reviewer: Sean Cassidy (for Scoot! Quarterly)
Ah yes, an all-new stew of bombastic boogaloo from one of Italy's most delicious acts. Starting off with the tasty "Move, Move, Move" The Link Quartet sizzle thru some great tracks of rocking Hammond groove. There is an excellent cover of the bluesy "Rubber Monkey" originally done by Santa Barbara Machine Head, a group that featured a post Birds Ron Wood, and a pre Purple Jon Lord. Also on the menu is "Milwaukee Hunter" a slower track that really simmers. It's mellow, and kind of ambient, with a spacey synth floating throughout it. The spicy "Spider Baby" moves right along with an Indian flavor provided by the sound of the sitar. While the disc is heavy on instrumentals, there is the tempting "Janine" which is Zombies style pop that is sung in French, and well as the super sweet "Ladyshave" that is served up with some sexy whispered female vocals. By adding a dash of funk with cuts like "Greased on Delta St." and some rich robust jazz on "Portofino Vespa Rider" the Link Quartet have certainly cooked up quite a feast! Manga!!

RATE: *****!
Link Quartet New Album. Hurrah!
Reviewer: Alan OakleyYowzzer !
Just received the Link Quartets long awaited platter – Italian Playboys. It's wonderful! I liked the previous album “Beat it” with it's feel good 6Ts vibe and happy groove lines, but this is a much sleazier offering. The 6Ts vibe is still there, but this time round sees the Italian foursome also leaning healthily toward those moody library scores of the early 7Ts– and I've got to say - I like it! Songs I'd easily associate with the Link Quartet, are included on the album such as Italian Playboys , Deliquesced By Devonshire and Portofino Vespa Rider (To name but a few.) The Hammond is fast and the groove goes straight to the feet, But - it's the Darker experiment they've got going on with vintage library sounds that gives this album it's special sleaze factor... After & Once Again, Spider Baby, Milwaulkee Hunter and Take 4 would all sit proudly with the best that any Library studio could offer in the early 7Ts . Spider Baby is a particular favourite of mine with it's moody mixture of Hammond, Sitar, and Synth (who'd of thought that would work ! ) The clues were there on the first album that the Link Quartet had a darker side but it's certainly become manifest on this album. There's always a worry that a band is gonna screw up when they start messing with the formula that made people take notice in the first place , but there's no danger of that here. By taking their inspiration from classic vintage grooves it's impossible for the Link Quartet to disappoint anybody who has an ounce of Groove in their bones.

www.cdbaby.com

BBC 6 / CRAIG CHARLES SHOW - december, sat. 18th

Nuovamente trasmessi, sabato 18 dicembre (mentre ci ubriacavamo con calma al Vibra di Modena) alla BBC nel CRAIG CHARLES SHOW, questa volta con SOMEBODY STOLE MY THUNDER...

DICTIONARY OF FUNK:
Little Walter - My Babe
Little Walter - You Better Watch Yourself
Little Walter - Juke
The Link Quartet - Somebody Stole My Thunder

dal link è possibile scaricare un realaudio dello show....

21.12.04

Da SCOOTQUARTERLY.COM

Ah yes, an all-new stew of bombastic boogaloo from one of Italy's most delicious acts. Starting off with the tasty "Move, Move, Move" The Link Quartet sizzle thru some great tracks of rocking Hammond groove. There is an excellent cover of the bluesy "Rubber Monkey" originally done by Santa Barbara Machine Head, a group that featured a post Birds Ron Wood, and a pre Purple Jon Lord. Also on the menu is "Milwaukee Hunter" a slower track that really simmers. It's mellow, and kind of ambient, with a spacey synth floating throughout it. The spicy "Spider Baby" moves right along with an Indian flavor provided by the sound of the sitar. While the disc is heavy on instrumentals, there is the tempting "Janine" which is Zombies style pop that is sung in French, and well as the super sweet "Ladyshave" that is served up with some sexy whispered female vocals. By adding a dash of funk with cuts like "Greased on Delta St." and some rich robust jazz on "Portofino Vespa Rider" the Link Quartet have certainly cooked up quite a feast! Manga!!

Sean Cassidy, 2004 (for Scoot! Quarterly - www.scootquarterly.com)

DUSTY GROOVE AMERICA

Dal distributore americano più groovy, in catalogo da oggi, i tre album LINK:

Link Quartet -- Episode 1 . . . CD . . . $13.99 (Item: 73669)
Animal Records (Spain), 2002 Condition: New
The first album from The Link Quartet -- the sweet little Hammond combo that grooves with a classic sound! Link follows in the spirit of the JTQ at their best -- going for a stripped-down guitar/organ groove that recalls the classic McGriff singles of the 60s, inflected here with a slight touch of soundtrack flair as well. The whole thing's nicely mod -- with a groovy feel all the way through that's sure to please any fan of retro jazzy organ work! Titles include "Link Theme", "The Streetbeater (Sanford & Son Theme)", "Il Baccala", "Prova Canali", "Claudia", "Alfa Romeo Giulietta", "Moira", and "Espionage".

Link Quartet -- Beat It . . . CD . . . $11.99 (Item: 72012)
Hammond Beat, 2002 Condition: New
A Hammond organ spectacular -- great back to basics work by the Link Quartet! These guys really know how to set up a groove -- tight organ licks, tasty guitar, and simple but effective thumping on drum and bass -- hitting all four burners with a sound that's pretty darn forceful, and very much in the best tradition of the mod Hammond underground! The album's a real cooker -- filled with outta site tunes that groove like lost 60s numbers -- played with a youthful freshness that also gets past the cliches! Titles include "Strudel Girl", "An Evening With Linda Lovelace", "Crosstown Traffic", "Somebody Stole My Thunder", "Gianni Fusi Nerini", and "Marshall Jim 100".

Link Quartet -- Italian Playboys . . . CD . . . $11.99 (Item: 367071)
Hammond Beat, 2004 Condition: New
Italian Hammond heroes The Link Quartet are back in action and sounding better than ever -- serving up a blistering array of organ, guitar, and heavy percussion -- all grooving with a sweet mix of 60s mod and 70s funk! The group's sound is expanded here a bit more through the used of electric piano, clavinet, mellotron, and moog -- but the core approach is still a no-nonsense love of the swinging soul jazz riff, presented with a stripped-down style that takes us back to some of our favorite indie label work of the 60s. There's an early JTQ feel to most of the album here, and although a few of the cuts on the set feature some guest vocals, the main focus is still on the organ and keyboards -- which loom large over the rest of the grooves! Titles include "Move Move Move", "Italian Playboys", "Briar Patch", "After & Once Again", "Spider Baby", "Take Four", "Rubber Monkey", "Milwaukee Hunter", and "Greased On Delta Street".

www.dustygroove.com

20.12.04

Recensione da ODYSSEYZINE

Da ODYSSEYZINE.COM

The Link Quartet
"Italian Playboys" (CD)

The Link Quartet are back with more of their spacey instrumentals and psychedelic organ jams. This time they get kind of crazy with the Moog for great effect. They even squeeze some cool French vocals, and some sexy femme fatale vocals in the mix on a couple of songs. At first the album comes across as a party record, with upbeat instrumentals dominating. As the record progresses things get a little more consistently complex and different, but it's still interesting and fun. The Link Quartet are at their best when they play up their European, hi-fi-obsessed, bachelor sophisticate style and start to go almost over the top, as the songs that really get the goosebumps rising have a Montenegro/Mancini-styled dramatic spy movie flavor, and conjure fantasies of late night partying with ice cold cocktails and maybe some hallucinogenics, saunas with a lady friend, private planes, fast cars or getaways at your private ski cabin in the Swiss alps. Still, it never quite approaches that ridiculous level You can tell by the absolute perfection in performance that they're really quite serious. They project a certain erudition that I really like.

reviewed by Phil Hunt
www.odysseyzine.com

RECENSIONE da BILLYBOP.BE

da BILLYBOP

Style : Jazz
Rate (1-5) : 5

When I was gathering some information for my Titty Twisters Orchestra review, I came across the name of an Italian organist who plays in this jazzy lounge/sixties band called the Link Quartet. After talking to him I went to the website & was really surprised by the samples I heard. I had to contact him again. After a while one thing led to another and I ended up with their latest CD, Italian Playboys. My friends & family know that I’m a dedicated music lover & that I treasure my album collection. Music is my daily food and I do love many styles & tunes. But it’s really an understatement when I say this album swings as no other in my collection. I have to say it’s very long time since I have heard something like this and it’s really a great find. The music is mixture of soul, lounge and jazz, served with topics of sixties beat & served chilling fresh on this excellent album.Although this could be simply called acid jazz, I don’t think the label fits this album very well.“Move, Move, Move”, the first track is a classic soul, swing tune that incredibly works out well in this revived version. Is starts working on my dancing muscles and it won’t stop for the rest of the cd. Fourteen tracks long this is what you feel. Other great tunes are “Briar Patch “(Original by Jack Mcduff) or “Spider Baby” with a very spacy Eddie Robberts (from The New Mastersounds) on sitar. The Link quartet is doing mostly instrumental tunes, but if you think that’s all there is, you’re dead wrong. Great quality is proven here with the cover of the Gus Gus song “Lady shave” feat. DJ Ninfa, or the equal excellent “Janine”.To tell you more would be spoiling you and that isn’t the game here. This album is a fourteen tracks long orgasm of boogaloo like music an organ grinding tunes and I assure you it’s worth the effort to seek this one out.I’m really looking forward to hear more of the band and will spend some time to track down their back catalogue. But not only the band is an interesting source. Check out the site of record kicks and see for yourself.

Reviewed by Patrick Van Hauwaert
www.billybop.be

17.12.04

Recensione da SONORIKA.COM

Link Quartet
Italian Playboys

Vincenzo Lorusso

La coloratissima RecordKicks, da tempo dedita ad una pregevole operazione di modernariato musicale volta al recupero dell’immaginario sonoro-estetico dei sessanta-settanta, licenzia - in collaborazione con la Hammond Beat Records di Portland per il mercato U.S.A. - Italian Playboys, terzo lavoro dei Link Quartet ma primo ad essere diffuso nello stivale. Nemo profeta in patria... I meritati consensi raccolti sui palchi europei ed americani negli undici anni di esistenza, uniti alla partecipazione alla compilation Hammond Street della londinese Acid Jazz Records ed alle apparizioni radiofonica per la BBC, hanno consacrato la band come tra le più significative della scena hammond groove internzionale. E di saperci fare, i Link Quartet lo ribadiscono in questo Italian Playboys, spassoso viaggio, condotto con attitudine da vitelloni mod, tra calde vibrazioni d’organo e linee di basso rotonde ed avvolgenti.La formula dei quattro, il James Taylor Quartet più solare che occhieggia agli Small Faces, si srotola sulle quattordici tracce del’album inglobando agli hammond beat pulsioni funk, scheggie di jazz ballabile, effetacci di moog, movenze lounge (la sinuosa ed uptempo Lady Shave, cover dei Gus Gus con ospite alla voce Ninfa), suggestioni franco-sudamericane (Arnaldo Dodici alla voce sulla chitarra acustica di Janine), sapori di India (il sitar di Eddie Roberts di The New Mastersounds su Spider Baby). Ancora, la Briar Patch di Jack Mc Duff è resa più spumeggiante da una chitarra tra il surf ed il rockabilly, la Move Move Move di Parker si sacrifica agli standard dell’hammond groove e Glass Onion dei Beatles è riletta su beat spionistici.Abum da festa, per ballare e scuotersi su good vibration. Non sempre il revivalismo è un peccato.

Voto: 7

tLQ @ BBC RADIO!!!!

Ancora una volta trasmessi a BBC 6 nel CRAIG CHARLES FUNK SHOW

HAMMOND TIME:
The Link Quartet - Rubber Monkey
Julian Covey - The Machine - Sweet Bacon
The Just Brothers - Sliced Tomatoes
Carlos Garnett - Black Love
Money Mark - Cry
The Beastie Boys - Ch-Check It Out

Da www.RadioCoop.it

Giunge alla terza tappa il viaggio musicale del Link Quartet.
Lasciate alle spalle le tentazioni lounge di "Episode One" e il mod beat di "Beat It" , con "Italian playboys" il sound si espande a 360 gradi , pur mantenendo solido il legame con l`Hammond Beat strumentale che ne ha sempre caratterizzato l`anima.
Non mancano infatti omaggi al classico sound strumentale di sapore 60`s (zona Brian Auger e Booker T) , ma con "Spider baby" si esplorano i sitar grooves psichedelici , in "Rubber monkey" il proto hard tardo 60`s , in "Janine" il pop più classico , in "Take four" il nu jazz , il rythm and blues in "Briar patch".
I brani sono 14 , l`album godibile , vario e intenso.

MOHAIRSWEETS

Ottima recensione dal mitico sito di MOHAIRSWEETS, strafigo!!!

*The Link Quartet:: Italian Playboys (Hammondbeat)
A new release of fantastically smokin' Hammond-led chargers by the Link Quartet! But one trick ponies these Italian hep-cats ain't. They aren't at all afraid to dive head-first into some crafty intense guitar/organ interplay or to mix other dynamics, keyboards or studio effects in alongside their (largely) 60s-based sound. In fact track number four ("Milwaukee Hunter") would seem to owe plenty to things like the Sweeney soundtrack music. Division one stuff all the way and highly recommended.

14 tracks.
49:07 playing time.

15.12.04

SPINOFF

SPINOFF

ITALIAN PLAYBOYS sarà album della settimana sul sito/portale/radio di SPINOFF, direttamente dall'Inghilterra...
date un'occhiata a:
http://www.groovetastic.co.uk/spinoff/index.php

Un grande ringraziamento a Andrew per il supporto!
Cheers

TLQ

13.12.04

Recensione da Rockstar

Il mod sound lubrifica i suoi ingranaggi e torna a correre in Italia...
Nel dancefloor jazz con richiami funk del Link Quartet guidato da Tony Face Bacciocchi (storico mod italiano della prima ora) c'è tutto lo stile dei migliori Hammond groover internazionali come James Taylor Quartet e Sugarman Three.
Molti gli ospiti tra cui segnaliamo la DJ e vocalist Ninfa , in "Lady Shave" dei Gus Gus , e ben selezionate le altre cover , "Glass onion" (Beatles) , "Briar patch" (Jack Mc Duff)

Recensito da: FRANCESCO GAZZARA

7.12.04

Da Indiepop.it

Altra (bella) uscita per la benemerita Record Kicks e, possiamo dire, altra missione compiuta. Terzo disco - dopo "Beat.it"- per i Link Quartet, nuovo gruppo di Tony Face dei grandissimi, immensi, mai dimenticati Not Moving (figliocci dei Cramps e autentica istituzione del nostro undeground '80 meno propenso alle buone maniere).
Il legame con la band che fu anche di Lilith finisce però qui, essendo di tutt'altro genere il dischetto in questione, che nella fattispecie ci offre uno scatenato, sulfureo hammond beat, e che ripercorre una sorta di passato ideale, fradicio com'è di umori funky '70.
Un cocktail che (fortunatamente) si rivela ben presto corposo, anziché semplicemente grazioso… Giri di basso veramente killer e un'amalgama strumentale davvero ammirevole a cominciare dall'hammond invasato (semplicemente fantastico!) di Paolo Negri fino ai rudi tom del vecchio Tony.
Un disco dal retrogusto "vintage" (se proprio vogliamo dirlo anche in questa occasione) eppure intrinsecamente moderno, nell'unica accezione non offensiva del termine.
Glamorous, ok, ma anche supportato da ispirazione autentica. Un disco che pur sprizzando "coolness" ovunque (già la curatissima grafica vagamente osé è abbastanza esplicativa, d'altronde…) risulta assolutamente vero… "suonato"… privo cioè di tutto quel modaiolo, lezioso ed irritante che affligge produzioni simili (generalmente fin troppo festaiole ma un po' carenti di cuore). Questa è a mio modo di vedere una delle sue (decisive) carte vincenti, oltre - e cosa non da poco, per la verità - alla notevole perizia degli interessati.
Nei quattordici episodi - dall'iniziale "Move Move Move" passando via via per "Deliquesed by Devonshire" o "The monster of Milwaukee" o "Briar Patch", proprio tutto - (hammond)grooves, moog, mood complessivo - sembra riuscire (con una certa facilità e malcelata praticaccia) ad evocare immaginari vagamente nostalgici, b-movies scollacciati e/o infiniti cocktail parties. Mood che poi non è che cambi così radicalmente in corso d'opera (riprendiamo un po' il fiato giusto con l'intro acustica di "Janine") se non verso la conclusione, dove peraltro risiedono i momenti migliori. E dove troviamo piccole chicche come ad esempio il sitar di "Spider Baby", uno degli ultimi spari, che lascia poi spazio alla bella chiusa affidata a "Take Four", dalle battute più jazzate .
Chiudendo gli occhi si potrebbe benissimo vederli in azione un fumoso club londinese, grazie a una discreta registrazione live che esalta i particolari di un lavoro pulsante di energia e voglia di musica. E che ha Stile.
In quel paio di sterzate lounge così come negli echi di Small Faces, come pure nelle sotto[blue]note più acid jazz. Ovvero - in definitiva - tutto ciò che puoi desiderare da un disco del genere. Colonna sonora niente male per feste scintillanti in cui compiacersi della propria alienazione come in un film di Antonioni (chiedo scusa…) tra proiezioni psichedelicheggianti e diapositive di B.B. che scappa dai fotografi. Un puzzle (quasi…) perfetto, tranne un fugace affievolirsi di mordente più o meno a metà del percorso (forse il disceto minutaggio alla lunga pesa un po' sul risultato finale…). Punti di vista. In compenso c'è da dire che anche la rilettura di brani altrui si dimostra scommessa vinta: le cover qui riprese sono sentite e - per quanto trasfigurate non poco - riescono a risultare credibili, ne conservano l'iniziale scintilla, non hanno insomma il gusto del day- after. "Glass Onion", pescata dall'album bianco dei Fab Four ne è forse l'esempio più inconfutabile. Dal repertorio Gus Gus viene invece scelta "Lady Shave". E ad interpretarla c'è l'incantevole voce di Ninfa [non credo ci sia bisogno di spendere molte parole per rievocare i suoi indimenticabili fasti con autentiche istituzioni dell'italico beat quali Avvoltoi e Sciacalli né per ribadire l'ormai indiscusso titolo di "Lounge Lady" per eccellenza].
Dolce, appassionata, elegante al limite dell'erotico, così bella da morirci. Mi sembra di ricordare che cose del genere succedano solo ai disco dancers più romantici.

6.12.04

Recensione "Rumore"

Tony Face e soci proseguono per la loro strada imperterriti. Lo fanno pubblicando il disco della maturità "Italian playboys".
Un disco che non aggiunge nulla al già ricco bagaglio tecnico della band piacentina (che insiste sui binari del 60's sound strumentale) ma che si segnala per un livello compositivo eccelso tale da sottrarre il gruppo dalla competizione:in Italia non ha più rivali , all'estero quasi.
Brani originali come "Delisquesced by Devonshire" e "Spider baby" e covers ricercate come "Lady Shave" (impreziosita dalla presenza di Ninfa come special guest) , "Move , move move" e "Rubber money" fanno di "Italian playboys" un disco che racchiude nella sua globalità l'universo 60's più danzereccio e spensierato ma che quando occorre sa anche estrarre gi artigli.
Semplice party music d'accordo ma di caratura sopraffina.
In questi tempi incerti di affannosa ricerca del "vintage a tutti i costi" il Link Quartet resta una solida certezza : sappiamo cosa aspettarci da loro e loro non ci tradiscono mai. Non è poco se ci pensate.

Luca Frazzi

ROCK EVOLUCION

Rock Evolucion Radio Show
in Mexicali, Baja California, Mexico.
Radio Universidad 104.1, Universidad Autonoma de Baja California (UABC)


Hi friends,
Below are the last playlists from "Rock Evolucion" radio show here in Mexicali, Baja California, Mexico. Last week we broadcasted a couple of tracks from the excelent "Italian Playboys" by The Link Quartet.
I am really impressed by the quality of their music. As a lover of Jazz and Fusion and been the Hammond Organ one of my favorite instruments of all time, I was inmediately captured by the dinamic music of The Link Quartet.
I will pass a copy of the album to the chief of programming of the radio station so their music redecive more airplay in another radio shows and musicals spaces. You will see our playlits and you will find that we have a very open minded radio show, covering many musical styles of interesting music from all the world.
Since the seventies I am a real fan of Miles Davis in all his projects, Keith Emerson, John Lord, John Novello, and many artists that used the Hammond Organ as a very important part of their musical direction.
Thanks friends and keep in touch.

Roberto Lupercio

ROCK EVOLUCION.
Tuesday Nov. 23, 2004

Jethro Tull, "Live at the Isle of Wight 1970", 2004, Eagle Records
5 Bouree
6 Dharma for one
Syzygy, "the allegory of light", 2003, Syzygy Music Enterprises
1 MOTH
Manuel Gottsching, "E2-E4", Germany, Spalax Music
Part
YOC, "YOC", 2003, Turkey
1 Lost
9 Satan's Big Version
Vilddass, "Haliidan", 2003, Finland
1 Haliidan
2 Vuolgge Farrui
The Link Quartet, "Italian Playboys", 2004, Italy, Hammond Beat
1 Move move move
5 Rubber Monkey
Fugato, "Neander variations", 2004, Hungary, Periferic Records
13, 14, 15 Neander Variations 1,2,3
Seismic Cry, "The hopless flare", 2004, Canada, Open Sea Music
3 Saint Laurent- Pointe Au Pere
7 Remembering Abby
Vox Tempus, "In the eye of time", 2004, Progman Records
2 Escape
7 Voice of time


2.12.04

Recensione da idbox.it

Partiamo dal brano numero nove: “Lady Shave”, cover dei Gus Gus. Il pezzo è ben eseguito, coinvolge, è seducente, trasporta verso una dimensione onirica. E’ talmente tosto che riuscirebbe a scuotere anche i morti. Insomma, riscalda, complice la bella voce di Ninfa. Da solo vale il prezzo dell’album.“Italian Playboys” è il nuovo disco dei Link Quartet, “band italiana ai vertici della scena hammond groove ed acid jazz internazionale” – cartella stampa dixit. Diciamolo subito a scanso di equivoci: il disco è piacevole, forse un tantino dispersivo in alcuni frangenti, ma nel complesso si lascia ascoltare ed apprezzare. Le quattordici tracce contenute nel compact disc sono in prevalenza strumentali, ed abbracciano generi diversi: “Italian Playboys”, infatti, è infarcito di rock, hammond beat (la specialità della casa), funk e jazz. Insomma, siamo di fronte ad una colonna sonora ben assortita, energica, proposta con garbo e consapevolezza. Disco che parte lento e che esplode nel finale, destinato ad un pubblico che non bada alle classifiche musicali. Fra le cose migliori, oltre alla già citata “Lady Shave”, segnaliamo anche “Spider Baby” coi suoi ritmi vergati di asian.
Francesco Casuscelli