7.12.04

Da Indiepop.it

Altra (bella) uscita per la benemerita Record Kicks e, possiamo dire, altra missione compiuta. Terzo disco - dopo "Beat.it"- per i Link Quartet, nuovo gruppo di Tony Face dei grandissimi, immensi, mai dimenticati Not Moving (figliocci dei Cramps e autentica istituzione del nostro undeground '80 meno propenso alle buone maniere).
Il legame con la band che fu anche di Lilith finisce però qui, essendo di tutt'altro genere il dischetto in questione, che nella fattispecie ci offre uno scatenato, sulfureo hammond beat, e che ripercorre una sorta di passato ideale, fradicio com'è di umori funky '70.
Un cocktail che (fortunatamente) si rivela ben presto corposo, anziché semplicemente grazioso… Giri di basso veramente killer e un'amalgama strumentale davvero ammirevole a cominciare dall'hammond invasato (semplicemente fantastico!) di Paolo Negri fino ai rudi tom del vecchio Tony.
Un disco dal retrogusto "vintage" (se proprio vogliamo dirlo anche in questa occasione) eppure intrinsecamente moderno, nell'unica accezione non offensiva del termine.
Glamorous, ok, ma anche supportato da ispirazione autentica. Un disco che pur sprizzando "coolness" ovunque (già la curatissima grafica vagamente osé è abbastanza esplicativa, d'altronde…) risulta assolutamente vero… "suonato"… privo cioè di tutto quel modaiolo, lezioso ed irritante che affligge produzioni simili (generalmente fin troppo festaiole ma un po' carenti di cuore). Questa è a mio modo di vedere una delle sue (decisive) carte vincenti, oltre - e cosa non da poco, per la verità - alla notevole perizia degli interessati.
Nei quattordici episodi - dall'iniziale "Move Move Move" passando via via per "Deliquesed by Devonshire" o "The monster of Milwaukee" o "Briar Patch", proprio tutto - (hammond)grooves, moog, mood complessivo - sembra riuscire (con una certa facilità e malcelata praticaccia) ad evocare immaginari vagamente nostalgici, b-movies scollacciati e/o infiniti cocktail parties. Mood che poi non è che cambi così radicalmente in corso d'opera (riprendiamo un po' il fiato giusto con l'intro acustica di "Janine") se non verso la conclusione, dove peraltro risiedono i momenti migliori. E dove troviamo piccole chicche come ad esempio il sitar di "Spider Baby", uno degli ultimi spari, che lascia poi spazio alla bella chiusa affidata a "Take Four", dalle battute più jazzate .
Chiudendo gli occhi si potrebbe benissimo vederli in azione un fumoso club londinese, grazie a una discreta registrazione live che esalta i particolari di un lavoro pulsante di energia e voglia di musica. E che ha Stile.
In quel paio di sterzate lounge così come negli echi di Small Faces, come pure nelle sotto[blue]note più acid jazz. Ovvero - in definitiva - tutto ciò che puoi desiderare da un disco del genere. Colonna sonora niente male per feste scintillanti in cui compiacersi della propria alienazione come in un film di Antonioni (chiedo scusa…) tra proiezioni psichedelicheggianti e diapositive di B.B. che scappa dai fotografi. Un puzzle (quasi…) perfetto, tranne un fugace affievolirsi di mordente più o meno a metà del percorso (forse il disceto minutaggio alla lunga pesa un po' sul risultato finale…). Punti di vista. In compenso c'è da dire che anche la rilettura di brani altrui si dimostra scommessa vinta: le cover qui riprese sono sentite e - per quanto trasfigurate non poco - riescono a risultare credibili, ne conservano l'iniziale scintilla, non hanno insomma il gusto del day- after. "Glass Onion", pescata dall'album bianco dei Fab Four ne è forse l'esempio più inconfutabile. Dal repertorio Gus Gus viene invece scelta "Lady Shave". E ad interpretarla c'è l'incantevole voce di Ninfa [non credo ci sia bisogno di spendere molte parole per rievocare i suoi indimenticabili fasti con autentiche istituzioni dell'italico beat quali Avvoltoi e Sciacalli né per ribadire l'ormai indiscusso titolo di "Lounge Lady" per eccellenza].
Dolce, appassionata, elegante al limite dell'erotico, così bella da morirci. Mi sembra di ricordare che cose del genere succedano solo ai disco dancers più romantici.