28.2.05

Let's Boogaloo

VARIOUS ARTISTSMore Soul, Funk, dancefloor Jazz alltime stompers & future classics! Feat. rare & groovy stuff from The Hypnomen, Ray Barretto, Slow Slushy Boys, Andy Lewis, Skeewiff, The Link Quartet, Cosa Nostra, Brox River Parkway, Koniec, Slim Alan 3, Speedometer, Eddie Bo.... and more!!! "a fantastic album that shows where the mod scene is in 2004 - very talented acts of today influenced by some of the best music of the past. well worth seeking out." (Modculture.co.uk)

FREENET.DE

Bereits die ersten Takte fallen mitreißend aus: Eine Hammond-Orgel schlägt die ersten Noten von Alan Hawkshaws "Move Move Move" an, gefolgt von einer Gitarre, einem Bass und einem Schlagzeug. Während das Tanzbein mitwippt, entfalten sich Orgel-, Bass- und Gitarrensoli. Mit ihrem dritten Album versucht die Mailänder Band, aus der angestammten Mod-Ecke herauszukommen. Was ihr gelingen könnte, denn 50 Minuten lang spielt sie sich ohne Durchhänger durch vierzehn eigene und fremde Stücke. Zu den Höhepunkten gehören neben dem Opener auch der Titeltrack, Gus Gus' Lady Shave mit der Djane Ninfa am Mikrophon und das lässige "Portofino Vespa Rider" . Eher überraschend geraten dagegen "Rubber Monkey", ein Jugendstück des späteren Deep Purple-Organisten Jon Lord, und "Glass Onion" von den Beatles.

27.2.05

The ROOKIES - Out of fashion

ROOKIES
"OUT OF FASHION" LP.

Lo dico chiaramente: non sarei affatto felice se tutto il mondo apprezzasse la musica dei ROOKIES. Sraebbe un po' come relegare il LORO suono nello sterile confine del gusto medio. Il gusto della maggioranza silenziosa.............ed i ROOKIES silenziosi non lo sono proprio per nulla. LORO sono degli "outsiders", oggi più che mai! Sono pecore nere fuori dal gregge, sono schegge di leggende minori sepolte dalle sabbie del tempo......... Hanno cercato il LORO suono attraverso ossessivi e maniacali ascolti di oscure bands come DOVERS, CHANTS, SQUIRES, SHADOW CASTERS, NEW BREED, MOTIONS, BINTANGS, Q65, OUTSIDERS, BIRDS,....... "OUT OF FASHION" contiene dieci covers (data l'oggettiva eccellenza di ognuna di esse non ritengo opportuno citarne alcuna, è una mera questione di gusti personali, pertanto....) scelte ed interpretate nell'unico modo possibile e quattro brani originali che non solo hanno un'incredibile suono "vintage" (termine d'obbligo in quanto molto "cool"!!!) ma sono anche splendide e dinamiche canzoni che potrebbero tranquillamente essere covers a loro volta. Puro folk-punk e dutch r&b, ma mi rendo conto che questi termini possono significare molto poco per tutti quelli che non sono ospiti fissi dell'edificio dove ci troviamo.............Quì abbiamo tutti beatle-boots e capelli a caschetto ed indossiamo degli strani camici bianchi che fasciano il corpo e ci limitano molto i movimenti. Eppure siamo tutti felici e sorridenti! Nel 1965!!! Il tempo si è fermato nell'anno dove non sono ancora morte le utopie e le ipotesi riguardo la possibilità di un mondo migliore. Finchè esisteranno questi suoni, credetemi, sarà comunque possibile immaginarlo un modo migliore. Almeno con la fantasia!!! Grazie, ROOKIES.

Fabio REVERBEREND 1 Avaro.

25.2.05

SOUL COOKERS

If you are a soul hungry man or a funk hungry woman, a groove hungry child or a rhythm hungry babe...there's a place that really could make you satisfied: Soul Cookers! The "nouvelle cousine" of modern funky music has just opened the doors and you can check their menu at: www.soulcookers.com
Some days ago I have had the great fortune of tasting their first dish, delivered at home by an efficient home delivery service...and "wow!", it tastes wonderful!!! If you take a look at the menu of these french cookers you can see that the first "entree" is called "Butter for yo' popcorn", by The New Mastersounds. Here, at The Link Quartet home, we already know this band for having had theyr guitar player (Eddie Roberts) as guest on our last album, having psychedelic fun with sitar on our Spider Baby. "Butter for yo' popcorn" is a simple plate that take the form o a super-cool '45 (sincerely, one of the most beautiful vynil work I have ever seen!) containing two stunning ultra-funk tracks: the title track (side A, an up-tempo that will make you shake your ass once and again and will satisfy all your need of funky taste, sure you will lick your fingers after dinner!) and a B-side (Vandenburg suite) containing different ingredients such as soul, funk and a little bit of psychedelic "vinegrette" to cover everything. Wha-wha guitar, close drummings, rockin' basses and a screaming Hammond organ are the main ingredients of this tasteful dish, all coming from selected origin! Here you have a fat-funk band realizing some of their best butter-covered courses for this new soul-restaurant...things like this should happen every day, just to keep you shaking while eating!
If you are still hungry of soul and Hammond sounds you can wait for the next "delicatessen" in the menu of the Soul Cookers...from The Stoned Soul Picnic (do you remember a song from Roy Ayers?) we are all waiting an "Erotic Cake" for the entire "Funk food family", a delicious dessert for your after-dinner! Let's wait a little more, "chef" told me that the cake is almost ready and will be served you soon with tasty grooves and cool vibrations! So stay tuned on this new french reality and let's get big and fat with this super-funk-driven cookers!


Apollo beat


24.2.05

da LA STAMPA

18 febbraio 2005

Dopo il buon riscontro ottenuto l'anno scorso con la convention dedicata al punk, la Suoneria di Settimo Torinese rivolge ora la sua attenzione al movimento «mod», protagonista di una due giorni articolata tra concerti, proiezioni cinematografiche, dibattiti, aperitivi e persino un raid motociclistico.È «ModMania!», che va in onda venerdì 18 e sabato 19 nella polivalente Casa della musica di via Partigiani 4; pur non partecipando direttamente all’organizzazione, «Oskar» Giammarinaro e Giovanni «Naska» Deidda, fondatori degli Statuto, gruppo leader del modernismo nazionale, hanno amichevolmente contribuito sfogliando la corposa rubrica su cui tengono i contatti con i sodali sparsi in tutto il mondo, al fine di mettere insieme un programma cosmopolita. Programma varato, venerdì 18 (ore 18), dalle parole dello stesso Oskar, che tiene l'incontro inaugurale con il «padrino» dell’epopea mod nazionale, Tony Face, che in questa stessa pagina illustra ai lettori di TorinoSette l'attualità dello stile di vita che persegue con passione. Alla chiacchierata pubblica segue, alle 19, la proiezione del film manifesto del modernismo mondiale, «Quadrophenia», mentre alle 21,30 la kermesse si trasferisce nell'auditorium della Suoneria per il concerto del gruppo dello stesso Face, il Link Quartet, il cui suono carico di organo Hammond è introdotto dallo show delle giovani promesse lombarde MiniVip. A tutte le iniziative di venerdì 18 si accede gratuitamente.Porte aperte senza biglietto anche per la prima fase degli appuntamenti in calendario sabato 19, quando lo zoccolo duro dei mod giungerà a Settimo per l'aperitivo beat delle 19 dopo una cavalcata sugli scooter con partenza alle 18 da piazza Statuto. Torinese, del resto, è anche l'aria che si respira nel film in programma alle 19,30, «The Italian Job», girato sotto la Mole da James Collinson nel 1969, con un cast stellare guidato da Michael Caine, Raf Vallone e Rossano Brazzi. Dopo le piroette delle Mini tricolori sullo schermo, si torna alla musica dal vivo per il concerto conclusivo: sul palco salgono nientemeno che gli inglesi Secret Affair, il gruppo del veterano Ian Page che spicca con Who, Jam, Paul Weller, Chords e Merton Parkas sulla copertina dell'album di famiglia del movimento. Assistere allo show del quartetto costa 6 euro. A quelle riservate dal programma di «ModMania!» si aggiunge una suggestione, legata alla sala scelta per gli incontri e le proiezioni: è l’aula che la Suoneria ha dedicatoallo scomparso Gigi Restagno: musicista, conduttore radiofonico e autore torinese di gran talento, particolarmente vicino al sentire dei mod e alla loro colonia cittadina di piazza Statuto.

23.2.05

The Link Quartet live @ GO! Lleida '60 Festival

En concert :
The Link Quartet, les Philippes, les Playboys, Montesas, Downliners Sect, Outback, Beat by Five
Djs : Rob Bailey,Maxi 66, Alessandro Casella, Elena Iglesias, Mr Anello, Sergio
+ expo, brocante, projections de films

Vynil Vulture

Organ beat
Feets oop.Cuppa baurley bree an' listen tae LINK QUARTET .Yer twattin' weel in heaven, boyo!I Tie group been 'rand "playing 60's before the exotic-lounge explosion".Fer th'maist pairt instrumpertmental Hammond organbeat music mixeratin' acid jazz wiv spy, lounge an' r&r alla cheesy Auger. London club atmustfear predominates.Whoooooweee! Dis be deuc'd guid stoof.Check oot sound samplin's o' "Italian Playboys" an' "Beat It" cds at :
www.hammondbeat.comMak noo mistake, ye'll be tankin' Wallace fer th'openin' o' yer ear'oles.

Recensione da PASSIONE ALTERNATIVA

THE LINK QUARTET - Italian Playboys
Voto:7
Febbraio 2005

a cura di Eugenio Nesci


Recensione:
La facilità nel diffondere concetti nuovi ad una nuova espressione popolare, porta tardivamente ad un concetto diversamente provato disposto ai soliti limiti di base, facilità che unicamente consigliata, provoca un rilancio inetto di una coordinazione deviata, una coordinazione che sa di perditempo e gravità, madre di tutte le incursioni sonore di un certo livello standard, di un certo assioma liberale, di una qualificata oppressione voluta, che non porta al successo ma ad un limite instancabile di alterazione spontanea, miserazione gravitazionale. Generi e colori in contrasto tra la loro, che disegnano involontariamente concussioni destabilizzanti, iniettando sensitivamente un concetto umanamente poco stabile dalle mille forme dinamitarde, mille forme modaiole. Moda e musica, due concetti che vanno di pari passo, almeno su qualche genere, almeno su qualche volontà personale, moda e musica che parallelamente colpiscono la propria voglia in nostalgia, la propria volontà in amore unico, amore dissociante. I The Link Quartet, sono la generazione andata, rappresentano la bellezza fisica distante da quella spirituale, sono la purezza intellettuale di chi vuole vivere da signori, da immaginari non trascurabili, sono l'esatto opposto di una poca volontà di non farsi vedere, di non farsi capire. Spensierati e allegri, distanti anni luce dalle tendenze sociali di questi ultimi livelli, amorevolmente sicuri di se, destinati notevolmente ad un martirio da caviale e champagne, da ricevimento in grande stile. Beat da tolleranza azzerata, coinvolto in una mescolazione intuitiva di jazz modellato e modelloso, e di evasioni sintattiche di pura psichedelia, di dannata unicità. Immediatezza e solidarietà, contornate essenzialmente da forme animate in movimento continuo, in allegatura facile e serena. La band piacentina, spesso e volentieri si lascia andare anche verso altri suoni, verso nuove risonanze, sbattendo complessivamente su concetti retrò e freddini, come il soul pop di mistificazione assoluta, e il rock zuccheroso di qualche decennio fa, di molte stagionature passate. Revival di una vita passata davanti allo specchio, desciavù di una complessa motivazione da stanare, da comprendere, ricordo di una costante illuminazione facciale, illuminazione simbolica, destinazioni ancora illese dal buon vivere facile, dalle buone soluzioni semplici. "Italian Playboys" regalerà formalmente solo minuti di allegria e di benessere, trascurando completamente una parte musicale che sembra sempre più destinata alla normalità ideologica, alla normalità intellettuale.


(ps: nessuno me ne voglia ma la recensione in giapponese era più chiara...!!!)

22.2.05

Tributo a Nino Ferrer

La lista definitiva dei partecipanti alla compilation curata dalla francese Larsen Records.
Tracklist of the Nino Ferrer Tribute

1. Waistcoats (NL) "Oh eh Hein Bon"
2. Dee Rangers (SW) feat. Paisley "Mirza"
3. Curlee Wurlee! (D/F) "Les Cornichons"
4. Hara-Kee-Rees (D) "Alexander" (in German!)
5. Bomb Texas (D) "Les Hommes à tout faire"
6. Sheetah & Weismuller (F) "Le Monkiss de la Police"
7. The Gonks (B) "Freak"
8. Maybes (F) "Vomitation" (finished)
9. The Monocaines (D) "Mirza" (finished)
10. Dutronic (B) "Isabelle" (finished)
11. Beat Organization (D) "le millionnaire"
12. Cool Jerks (D) "Le Téléfon"
13. Benny G & Teen Ax Arkestra (F) "le rhythm'n'blues anti bourgeois"
14. Link Quartet (It) "Mao et Moa"
15. Les Dragueurs (Fr) Mamadou Mémé
16. Les Montesas (D) je veux etre noir

21.2.05

Dal sito degli Statuto a cura di Oskar

....Non è una novità che il Link Quartet sia una band di livello internazionale e vederli e ascoltarli è un piacere che non dovrebbe finire mai.
A parte l'energia e la tecnica di Tony Face alla batteria, la preparazione strumentale e la qualità delle loro composizioni li innalza sul podio dei migliori modernjazzisti del mondo e senza esagerare.
Simpatico e azzeccato l'intervento vocale di Arnaldo, "finto" francese ma vero istrione.
In questo momento, credo che Minivip e Link Quartet siano i due gruppi più seguiti della scena Mod Italiana....

Recensione dalla Germania

Da www.laut.de http://www.laut.de uno dei principali magazine on line

Già i primi beats entusiasmano: l’organo Hammond intona le prime note di Alan Hawkshaws "Move Move Move" seguito da chitarra, basso e batteria.
Mentre il piedino inizia a battere e a seguire il ritmo si sviluppano gli assoli di organo, basso e chitarra. Tre degli attori principali sono già attivi dagli anni ’80 nella scena musicale italiana, ma Link Quartet ha pubblicato nel nuovo secolo il suo primo album.
Con Italian Playboy vogliono uscire dall’angolo Mod.
E ci riescono alla grande. Cinquanta minuti senza momenti di fiacca attraverso 14 tracks proprie ed altrui. Riuscitissimi accanto all’open track senz’altro Lady Shave dei Gus Gus con Ninfa al microfono, e Portofino Vespa Rider.
Una bella sorpresa la loro versione di Rubber Monkey, un brano giovanile dell’organista dei Deep Purple Jon Lord, e Glass Onion dei Beatles. Se proprio volete una critica un po troppe cover, anche se si distaccano chiaramente dalle versioni originali.
"Greased On Delta Street", "Spider Baby" e "Janine" sono la prova che la band è ben in grado di riempire un album tutto di brani propri.
E’ prevista una tournè in Italia questa primavera, negli USA c’è già stata, speriamo che i Link Quartet si muovano presto anche in territorio tedesco.

Bereits die ersten Takte fallen mitreißend aus: Eine Hammond-Orgel schlägt die ersten Noten von Alan Hawkshaws "Move Move Move" an, gefolgt von einer Gitarre, Bass und Schlagzeug. Während das Tanzbein mitwippt, entfalten sich Orgel-, Bass- und Gitarrensoli. Zwar sind drei der Hauptbeteiligten schon seit den 80er Jahren in der italienischen Musikszene aktiv, dennoch hat das Link Quartet erst im neuen Jahrtausend sein erstes Album herausgebracht. Mit seinem dritten "Italian Playboys" will es aus der angestammten Mod-Ecke herauskommen. Was ihm gelingen könnte, denn 50 Minuten lang spielt es sich ohne Durchhänger durch vierzehn eigene und fremde Stücke. Zu den Höhepunkten gehören neben dem Opener auch der Titeltrack, Gus Gus' "Lady Shave" mit der Djane Ninfa am Mikrophon und das lässige "Portofino Vespa Rider" . Eher überraschend geraten dagegen "Rubber Monkey", ein Jugendstück des späteren Deep Purple-Organisten Jon Lord, und "Glass Onion" von den Beatles. Wenn Kritik angebracht ist, dann am hohen Anteil an Coverversionen, auch wenn sie sich stark von den Originalen abheben. "Greased On Delta Street", "Spider Baby" oder "Janine" mit seinem pseudofranzösischen Gesang beweisen, dass die Band auch mit eigenen Stücken durchaus in der Lage wäre, ein Album mit anständigem Material zu füllen. Aber das nur am Rande. Nachdem für Frühjahr 2005 eine Italientour ansteht und man schon mehrmals in den USA aufgetreten ist, besteht die Hoffnung, dass sich das Link Quartet auch mal in den deutschsprachigen Raum begibt.

10.2.05

ITALIAN PLAYBOYS INTERNATIONAL EP

A night with The Link Quartet

Uno dei migliori gruppi italiani in circolazione, i Link Quartet. Io li ho conosciuti durante un concerto al B-Side, a Siena, nel novembre scorso, e la loro musica mi ha letteralmente catturato. Classico hammond beat, in puro stile anni Settanta, se avete presente i film, anche e soprattutto italiani del periodo, come "Di che segno sei?", ma la lista potrebbe essere infinita, suonato con i controattributi. Del resto gli artisti presenti sono davvero il meglio sulla piazza. Cominciando dal batterista Tony "Face", che ha suonato con una band seminale del punk tricolore, i Chelsea Hotel e poi con i Fuzztones italiani, i Not Moving (recente la stampa di un loro disco, mai pubblicato, su Area Pirata, clikkate sul link), più un'infinità di altri gruppi. Renzo Bassi, nomen omen, al basso e "Link" Giulio alla chitarra, sono veterani di band di genere, dal punk al rockabilly, ma è il loro hammondista, Paolo "Apollo" Negri, che rispetto ai suoi colleghi è più giovane, che è riuscito a caratterizzare il suono della band con le sue dita incredibili, che maltrattano e strapazzano l'organo facendone uscire dei suoni realmente incredibili, aiutato dalla sezione ritmica che di per se è una garanzia visti i nomi coinvolti, e dalla chitarra che è uno spettacolo sentire "miagolare" stravolta dal wha-wha pedal o che parte in cavalcate schitarranti che regalano brividi. Se ascoltate il punk, quindi, i loro nomi non devono esservi del tutto sconosciuti, anche visto il passato dei tre "vecchi" e le collaborazioni di Paolo con i Ray Daytona & Googoobombos (quasi tutte sue le partiture d'organo nell'ultimo lavoro della band toscana), ma vi consiglio caldamente di non perdere d'occhio i Link Quartet, e di andare dovunque suonino, per una serata spettacolare e di avere i loro cd... io personalmente li ascolto quando gioco a strip poker con la mia ragazza, if you know what I mean... la copertina ritratta qui sopra è solo l'assaggio di "Italian Playboys International", il cd della band di prossima uscita. Keep on rockin', boys and girls!

9.2.05

In memory of "The Incredible" Jimmy Smith

Jimmy Smith was born in 1926 in Norristown/PA. His father, a piano teacher, gave him lessons. Later, in 1948, Jimmy attended the Hamilton School of Music and, from 1949 to 1950, the Ornstein School of Music. 1951, he settled in Philadelphia, where he met all the important jazz greats. He then began playing piano professionally in R&B groups.It was not before 1953, that Jimmy took up the Hammond organ, when one night he heard Wild Bill Davis, the first major organ soloist. He had a lot of opportunities to hear organ players around Philadelphia, like Jackie Davis, Milt Buckner, Bill Doggett and Sir Charles Thompson.For the next year, Jimmy gigged on piano by night and practiced the organ by day. He had bought his own instrument and had housed it in a warehouse near his residence. After a year of very hard work he achieved a truly revolutionary style in playing the organ: emphasizing single note lines and walking bass lines. He formed his first trio with guitarist Thornel Schwartz and drummer Ray Perry. Jimmy started his extremely successful career in january 1956, when performing at the Café Bohemia and at Small's Paradise in New York. There, Francis Wolff of Blue Note Records discovered this "New Star" of the Hammond, and discribed, what he had noticed, as follows: "He was a stunning sight. A man in convulsions, face contorted, crouched over in apparent agony, the fingers flying, his foot dancing over the pedals. The air was filled with waves of sound that I had never heard before. The noise was shattering."At that time, he made his first recordings for Blue Note (The Champ, The Preacher). The cooperation with this label lasted until 1962. In this period, Jimmy recorded mostly in trio, quartet and jam-session settings.
Further steps to his international reputation were appearances at Birdland and at the Newport Jazz Festival (1957). The next years, Jimmy toured around the USA, and achieved a very high recognition, not only for himself, but also for the instrument ORGAN. For long time, the electric organ had been considered a novelty instrument, unable to find its way into jazz music. Surely, it is the merit of Jimmy Smith to have led the Hammond organ off of its peripheral importance. Even "down beat" magazine gave the organ its own section for its Readers' Poll (1964). And it was Smith to receive most of all votes.
In 1962, Jimmy Smith signed up with Verve Records. The main emphasis of the recordings to follow was put on settings with big bands (Oliver Nelson), although also small combos are to be found in the huge variety of albums released during the Verve period, which ended 1972.
In the early 70's, Smith toured around all over the USA and Europe, and even visited Israel (1974). In 1975, Jimmy and his wife Lola settled in Los Angeles, where they founded their own Jazz Club (Jimmy Smith's Jazz Supper Club).
Later, in the 80's, Jimmy toured again and had performances all over the world. His success and his dynamic style influenced a lot of other jazz organ players, who copied or tried to copy the way Jimmy played. Even young organists like Joey DeFrancesco are under his spell. It is said that Jimmy Smith is for the organ, what Charlie Parker has been for the saxophone.

FONKADELICA

HAMMONDBEAT : Avissss à la fonky populaaaation !!!! A tous les amateurs de Deep Funk et d'orgue Hammond, rendez-vous sur hammondbeat.com, un portail uniquement consacré à ce registre musical. Ce site, d'ores et déjà accessible sur le net, est encore en développement. Vous y trouverez en autres des liens vers les sites très réussis de Link Quartet, JTQ ou encore Mother Earth. Mother Earth qui semble-t-il travaillent à leur prochaine galette (on les croyait disparus !). Concernant JTQ, on vous en a parlé, l'album "Room at the Top", c'est pour bientôt !

FUNK HAUS EUROPA

1 Misahotaka ny akama - Rajery
2 Canto de Ossanha - Daúde
3 Barber shop girl - Dr. Woggle and the Radio
4 Amor e distancia - Montañez, Polo
5 Stchastie@ru - Markscheider Kunst
6 Arka Sokaklar - Aksu, Sezen
7 La festa di Gigin - Folkabbestia
8 Zaratou - Mami, Cheb
9 Truly Majestic - Silly Walks Movement meets Patrice
10 A la luz del Lorenzo - Los Delinqüentes
11 Hersey güzel olacak - Athena
12 A tale of woe - Hall, Terry
13 N'na dau um beijo - Bidinte
14 Yaar Dha - Major Mehram
15 Shikdum - Shaan
16 Compositor confundido - Ferrer, Ibrahim
17 Zing Zong - Kanda Bongo Man
18 Bebes de mí - Rosana
19 Lest sexy - MAHALA RAI BANDA
20 Bir Garip - Yolcuyum Nilüfer
21 Lluvia de tu cielo - Blades, Rubén
22 Androy wave - N'Java
23 Janine - The Link Quartet
24 NL - Buchjingle - Oster, Andrea
25 I put a spell on you - Atlas, Natacha
26 Chara' Allah - Gnawa Diffusion

Recensione da Voodo Child

VOODOO CHILD
3369 MORGAN STWEST LAFAYETTE, IN 47906
kvoss1@verizon.net
PUBLISHED IN ISSUE #66 - WINTER 2004-05
It took the Italian-based Link Quartet nearly a decade to hatch from their cocoon, their 2002 release Beat.It a defining moment establishing a signature sound and solid foundation.
The Hammond organ-lead grooves are drenched with a 60s sound yet maintain a contemporary dance club spirit. The quartet has also found success in translating the energy of a live performance into their studio arrangements.
The Link Quartet first formed in 1991, with a decade of personnel overhauls and a search for the right sound were an evolutionary process for the band. A couple of independent releases in the late 90's ignited attention for the band worldwide. Beat.It set out to answer that call.
The instrumental album mixes create, "a funk and groove music revolution," as the band describes their sound.
Organist Paolo "Apollo" Negri leads the quartet on an uptempo excursion of "Crosstown Traffic", guitarist Giulio Cardini laying down a wah-wah driven funk groove. It's a high-energy, non-stop drive in the fast lane.
Beat.It proved to be a stepping stone for the quartet who have since been commissioned to compose music for the spy film Wilson Chance, embarked on their first visit to the U.S. in 2004 as part of the MOD tour, and are preparing their new release Italian Playboys which will be released worldwide as a cooperative effort between U.S. Hammondbeat label and European Record Kicks.

1.2.05

THE ROOKIES - OUT OF FASHION ON BILLYBOP.BE

The Rookies: Out Fashion – Demo Cd
Garage, was never out of fashion & that’s also true for this Italian Garageband, the Rookies.This carefully recorded demo gives us a good insight in this (for us)unknown band. Paolo Negri (Remember The Link quartet) is the only name Irecognize and it’s by him that I got this demo recording. Fourteen tracksmust convince you to give these guys a record deal and that’s why I put thisreview here, cause they definitely earn one.As with most garage songs’ they almost all tick in under 3 minutes exceptfor the last one “One Time around” and the immense beautiful “What’s wrongwith you”. The fact that all songs are short is the only comparison you canmake with many other garage bands from today. While most of them barely canhold a guitar and defines their lack of skills as Low-Fi music, this SixPiece combo sure knows how to use their instruments. It’s definitely clearthat the Rookies are a bunch of fine musicians who are not afraid to recordfull frame. I can only advise to lay your hand on this album and try tolisten to some fine examples of The Rookies Sound. Take for instance “What’swrong with you”, this is a fine tune that reminds me a lot of the music ofEric Burdon or “I don’t care” the first track on the album, which is a more“punk” driven garage song complete with sixties beat & nice guitar riffs.“I walk alone” is probably among the better tunes, and is definitely my HotPick for this album.The Rookies are 100% psychedellic, garage sounds and if you dig this then I’m pretty sure you want the Rookies for your next party. Right now theseguys are still without a record deal, but maybe you can change this situation...